Mödlareuth:
Storia di un paese diviso dalla Cortina di Ferro
di Alvidio Canevese*
Navigando su internet alla ricerca di notizie riguardanti la “Cortina di Ferro” mi sono imbattuto in una pagina che parlava di una fantomatica località denominata “Piccola Berlino”. Questo mi ha incuriosito in quanto Berlino è per me un argomento sensibile, parte importante della storia della mia famiglia materna. Ma dov’è e cos’è la “Piccola Berlino”? Mi informo su internet e leggo che era il soprannome dato ad un piccolo comune di 50 anime che si chiama Moedlareuth, confine Baviera -Turingia.
Passano alcuni mesi ed a giugno 2021 trovandomi a Norimberga per lavoro, mosso dalla curiosità, decido di fare una deviazione e andare a Moedlareuth per verificare cosa aveva di speciale questo paesetto. Prendo l’Autobahn 9 direzione Lipsia-Berlino, dopo 200 km. esco a Hof direzione Topen, altri 20 km e arrivo finalmente a Moedlareuth.


In lontananza vedo una torre di guardia alta ca. 20 mt. retaggio della Guerra Fredda, ho capito di essere arrivato! Un cartello mi indica “Deutch-Deutches Museum Park” rallento giro a sx e vedo che in bella mostra a guardia del park (fig.1) c’è un tank T34 sovietico! Parcheggio, faccio un giorno intorno al tank e mi incammino verso il museo che dista ca 500 mt.
Appena si scende dal parcheggio ci si trova davanti un muro bianco (fig2) fredda porzione della Cortina di Ferro .
Cosa aveva di tanto importante per avere un soprannome così altisonante? Aveva di importante che la Cortina di ferro lo tagliava in due e l’unico ostacolo che divideva Moedlareuth est da Moedlareuth ovest, a differenza di Berlino, era un ruscello che si chiama Tannbach.
Il villaggio si trova a cavallo del confine tra gli stati tedeschi di Baviera e Turingia dal 1810, ma il confine ha avuto una scarsa importanza fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Fu allora che la Germania fu tagliata in due, con la metà della Turingia di Mödlareuth occupata dai sovietici e la metà bavarese dagli Stati Uniti.
I sovietici occuparono per la prima volta Mödlareuth nel suo complesso, prendendo un quartier generale sul lato bavarese che la gente del posto soprannominò il castello di Stalin, successivamente si ritirarono sul lato della Turingia. Il confine di Mödlareuth nel 1946 era definito dal ruscello Tannbach (fig.3) e la gente del posto poteva chiacchierare attraverso di esso.
Ma non solo, a Mödlareuth anche il consiglio comunale era diviso tra est e ovest, con il borgomastro che veniva eletto a turno come in un perfetto manuale Cencelli!
Il consiglio, ovvero i consigli comunali si riunivano sulle rive del Tannbach e deliberavano gli ordini del giorno che venivano puntualmente rispettati! Successivamente il confine tra le due metà fu chiuso nel 1952, nel tentativo di fermare l’esodo da est a ovest che da poche persone alla settimana era arrivato a contare fino a diecimila persone al mese! Questo perché la voce, che a Mödlareuth non c’erano muri o filo spinato, si era sparsa in tutta la Germania est.


Nel 1962 dopo la costruzione del muro di Berlino è stata installata una recinzione di filo spinato (fig.4) e, cinque anni dopo Mödlareuth fu divisa (fig.5) da un muro di cemento completo di torri di guardia con celle fotoelettriche, campi minati, postazioni di mitragliatrici. Fu istituita una striscia “ terra di nessuno” pattugliata oltre che dai “Vopos” anche da pastori tedeschi addestrati all´attacco (fig.6).
Tutta la vegetazione per una distanza di 500 metri dal confine fu tagliata e le case rase al suolo oltre che pavimentare con elementi prefabbricatia (fig.7) una striscia parallela al muro onde permettere un ‘agevole pattugliamento con mezzi motorizzati.
In prossimità del valico est-ovest di Mödlareuth tutte le recinzioni metalliche furono elettrificate (fig.8) con alta tensione ma i fuggitivi si ingegnarono costruendo artigianalmente delle attrezzature per ovviare a questo (fig.9-9.1).

Con Berlino, la vita nel villaggio era molto diversa in quanto i berlinesi occidentali, conoscevano pochi berlinesi dell’Est, a Mödlareuth invece tutti gli abitanti del villaggio si conoscevano ed alcuni erano persino imparentati: un fratello poteva essere diviso dall’altro al di là del muro, oppure genitori a est e figli ad ovest o viceversa.
Oggi Modlareuth rimane una cosa strana, devono pagare tariffe interurbane per effettuare una telefonata ai loro vicini dall’altra parte della strada, il villaggio ha due diversi codici postali, due diversi prefissi telefonici, due sindaci, i bambini della comunità frequentano scuole diverse, a seconda della residenza se in Turingia o in Baviera.
Ma la differenza maggiore tra le due parti del villaggio è il saluto usato. Nella parte bavarese, si usa il classico “Grüss Gott”, nella l’altra parte viene utilizzato il solito “Guten Tag” con l’accento della Turingia. I tempi recenti è stato proposto un referendum per unire le due comunità, ma la risposta è stata categoricamente respinta sia dalla parte Baviera che dalla parte Turingia. Ogni anno comunue si festeggiano gli eventi in un centro sociale comune e viene eretto un solo albero della cuccagna!

La foto (fig.10) con il confine di Mödlareuth visto da ovest verso est nel maggio 1989 con turisti in visita. Il 9 novembre 1989 dopo che il muro di Berlino fu aperto, Modlareuth chiese che anche il loro muro fosse abbattuto. I “vopos” aprirono il muro il 9 dicembre (fig.11) e gli abitanti poterono abbracciarsi dopo 30 anni!

Dopo l’apertura del muro la Stasi (polizia segreta della DDR) tentò di infiltrare alcuni agenti per controllare gli abitanti della parte est, ma in una comunità chiusa come era allora furono presto identificati,tenuti in disparte, così da far capire che erano conosciuti.
Una ex agente della Stasi che aveva svolto servizio a Berlino si stabilì a Modlareuth dopo la riunificazione, facendo lavoro di volontariato alla costruzione del Museo della Guerra Fredda come per farsi perdonare quello che comunque era comandata a fare, cioè dare la caccia ed identificare i berlinesi che tentavano la fuga. Ma comunità non fu tenera con lei e costringendola ad andarsene, ribadì che nulla poteva essere dimenticato.

Una nota di colore in mezzo la tragedia del Muro: Modlareuth aveva un toro che si chiamava Peter ed era di proprietà della comunità stessa. Normalmente viveva a ovest, ma dopo la costruzione del muro non era più libero di visitare le sue amiche orientali. Gli abitanti della parte occidentale si rifiutarono di permettere a Peter di entrare nella Germania orientale, temendo che sarebbe stato trattenuto lì !
Le informazioni e gli aneddoti sopra riportati sono tratte dalle spiegazioni della guida del “Deutsch Deutsches Museum” di Modlareuth.
