M1 Garand

Caratteristiche tecniche
Peso 4,3 kg.
Lunghezza canna
Calibro 7,62 mm.
Munizionamento 30-06 Springfield
7,62 NATO (308W)
Azione A recupero di gas con pistone a corsa lunga
Cadenza di tiro Tiro semiauto
Velocità alla volata 865 m/sec. ( 7,62NATO)
Tiro utile 300MT. – 500-800 MT. ( VERSIONE SNIPER)
Gittata max. 2500 MT.
Alimentazione Clip 8 cartucce
Organi di mira Diottra regolabile + mirino fisso

STORIA

Gli Stati Uniti furono l’unico paese belligerante della seconda guerra mondiale che entrarono nel conflitto avendo già pronto per la distribuzione in massa ai soldati un fucile semiautomatico. In realtà nel settembre del 1941 (cioè a 2 mesi dalla dichiarazione ufficiale di guerra degli U.S.A. verso il Giappone e le potenze dell’Asse) si contavano soltanto 60.000 unità di Garand M1. Tutto era però pronto per la produzione intensiva, così nei 3 anni durante i quali gli Stati Uniti presero parte attiva alla guerra si produssero ben 4.050.000 unità. La storia di questo fucile è un po’ travagliata ed ha radici piuttosto lontane rispetto al secondo conflitto mondiale.

La storia del Garand ebbe inizio nel 1920, quando John Garand fu assunto come progettista presso la Springfield Armory, nel Massachussets. John Cantius Garand in realtà non era originario degli Stati Uniti, ma del Canada, essendo nato a Saint Remi l’1 Gennaio del 1888. Laureatosi come ingegnere meccanico, si trasferisce negli U.S.A. dove diviene progettista presso la Springfield. In seguito entra nell’esercito come militare e collabora a numerosi progetti, ma la sua fama resta legata per tutta la sua vita alla sua arma più innovativa e riuscita, il Garand M1. Per i suoi meriti tecnici e scientifici non riceverà mai alcun premio in denaro (in realtà sarà lui stesso a rifiutare ogni bonus pecuniario, volendo mantenere semplicemente il suo stipendio da impiegato civile). Nel 1941 riceve una medaglia di merito al servizio (Medal for Meritous Service) e nel 1945 la medaglia al merito del governo degli Stati Uniti (U.S. Government  Medal for Merit). Alla fine del secondo conflitto mondiale continua la sua opera di consulenza presso la Springfield, per la quale lavorerà sino al momento del pensionamento, nel 1953. John Garand muore a Springfield (Massachussets) il 16 Febbraio 1974.
Garand presenta il fucile agli ufficiali GARAND al lavoro L’ingegnere canadese inventò nei primi anni del Novecento un fucile semiautomatico che pur passando con successo la fase di sperimentazione non venne approvato dall’esercito U.S.A. ; fu notato però dall’arsenale militare di Springfield, che lo incaricò di studiare una nuova arma. Già nel 1929 il genio di John Garand partorì un fucile semiautomatico che risultò essere il vincente di un concorso indetto dall’esercito degli Stati Uniti, ma nonostante tutto ancora non risultava del tutto soddisfacente. Questo modello, parente vicinissimo dell’M1, venne preso come prototipo e si cominciò la sperimentazione su questo, per limarne i difetti e migliorarne i punti di forza.

Nel 1936, grazie ad una decisione di forza presa dal Generale Douglas MacArthur di fronte ad i suoi titubanti colleghi, il fucile M1 Garand, nato dal perfezionamento del primo prototipo, viene ufficialmente riconosciuto come arma a ripetizione ordinaria della fanteria dell’esercito degli Stati Uniti d’America. La produzione comincia presso la stessa Springfield nel 1937, ma in maniera blanda. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, vista la grande richiesta di fucili in Europa, la produzione verrà effettuata anche da un altro colosso bellico americano, la Winchester Repeating Arms Company (localizzata a New Haven, nel Connetticut). Il Garand diventò così il fucile di rappresentanza dell’esercito U.S.A. mentre il vecchio Springfield per le sue caratteristiche di stabilità, robustezza e precisione verrà utilizzato come fucile per operazioni di cecchinaggio. I due fucili conviveranno così sino alla guerra del Vietnam. In seguito lo Springfield andrà in pensione, mentre versioni ricalibrate del Garand saranno cedute agli alleati NATO

FUNZIONAMENTO

Il M1, era un fucile semiautomatico funzionante a sottrazione di gas. Da un foro praticato nella parte anteriore della canna, in corrispondenza della volata, fuoriusciva al momento dello sparo una parte di gas (generato dallo scoppio della cartuccia), la cui pressione azionava uno stantuffo che provocava automaticamente l’estrazione del bossolo esploso ed il successivo caricamento della cartuccia da sparare. Fu il primo fucile ad utilizzare questo rivoluzionario metodo, visto che all’epoca la maggior parte dei fucili erano del tipo bolt-action (otturatore girevole-scorrevole, da azionare manualmente dopo ogni sparo). Per questo motivo la grande maggioranza dei tecnici sono concordi nell’affermare che questo fu il fucile che vinse la guerra e non il Kar98k tedesco (il cui funzionamento era invece manuale).

Il fucile comunque presentava alcune problematiche. Per prima cosa, nel caricamento di un nuovo pacchetto di cartucce il soldato poteva ferirsi alla mano, visto che con una doveva inserire il pacchetto e con l’altra tenere arretrato l’otturatore (in metallo) mosso da una molla. Inoltre in generale un caricatore semi utilizzato non poteva essere rimosso prima di avere sparato tutte le cartucce. Alternativamente si doveva aprire manualmente il castello e provvedere alla sostituzione, ma l’operazione era piuttosto lenta, sconsigliabile da realizzare durante uno scontro a fuoco. Infine una problematica imbarazzante era quella relativa al suono di espulsione della clip metallica, scattante quando il fucile era scarico: questo poteva mettere in soldato in pericolo, poiché avvertiva i nemici dell’arma scarica e dell’incapacità del soldato a difendersi. Questi difetti (che poteva tranquillamente essere ritenuti trascurabili da un soldato ben addestrato) comunque erano di gran lunga superati dalle caratteristiche di assoluta stabilità,precisione e celerità di fuoco del fucile, che raramente si inceppava o incorreva nella rottura di qualche componente. Inoltre l’utilità della sottrazione di gas era una caratteristica che rendeva questo fucile la migliore arma del secondo conflitto mondiale. Per utilizzare le parole del generale Patton : “La migliore arma da combattimento che un fante potrebbe desiderare”. Egli probabilmente si riferiva alle sue caratteristiche di velocità di fuoco,potenza, precisione e facilità di manutenzione.

In seguito un modello ricalibrato del Garand M1, il modello 51, diventerà il modello d’ordinanza dell’esercito italiano per le operazioni d’assalto e l’eq
uipaggiamento dei militari di leva (sino al 1990).

Il Caricatore

 

L’arma viene caricata dall’alto tramite pacchetti bifilari da otto colpi cadauno. Esploso l’ultimo colpo, verrà espulso anche la clip en-bloc accompagnata da un rumore caratteristico. I racconti di guerra vogliono che i sodati avversari aspettassero tale suono per poter scappare in quanto certi che l’arma era scarica.

E’ costituito da una diottra regolabile in brandeggio ed elevazione che rende molto efficace il fucile dal punto di vista della precisione anche a lunghe distanze. Il mirino è protetto da due padiglioni laterali ed è regolabile a sua volta da una vite Allen che lo blocca alla coulisse entro la quale scorre.

Accessori

Tra i diversi accessori del Garand M1 ricordiamo la baionetta in dotazione durante la seconda guerra Mondiale e quella della guerra di Corea. I due tipi di baionette differivano nella struttura e nel tipo di aggancio. La baionetta usata durante la guerra di Korea ( foto a dx) veniva usata dall’ esercito italiano solo per i picchetti d’Onore, cerimonie, commemorazioni.

Fucili di precisione tipo M1C e M1D

 

Molte delle varianti del Garand, ad eccezione dei modelli di precisione, non videro mai servizio attivo. Le versioni di precisione erano state modificate per accettare ottiche e ne vennero prodotte due versioni: M1C (o M1E7) e M1D o (o M1E8). L’unica differenza tra le due varianti è il tipo di supporto per ottica. Nel giugno 1944 l’M1C venne adottato dallo U.S. Army per affiancare l’ormai vecchio M1903A4. La produzione a fine guerra ammontava a soli 7.971 esemplari.

 

Rifle, Cal. 30, M1C con mirino ottico M84 e proteggi-diottra.

La procedura richiesta per l’installazione del supporto dell’M1C (ovvero la foratura del castello e l’inserimento di viti) andò a minare la precisione dell’arma e non furono trovati metodi per scongiurare la cosa. Questo portò allo sviluppo dell’M1D, che impiegava un sistema di montaggio più semplice prodotto dalla Springfield e agganciato direttamente alla canna dell’arma piuttosto che al castello. L’M1C fu usato per la prima volta in maniera estesa durante la Guerra di Corea. La produzione durante il conflitto fu di 4.796 M1C e 21.380 M1D ma pochi esemplari del nuovo modello arrivarono in tempo.

Rifle, Cal. 30, M1D con mirino ottico M84 e spegnifiamma T-37.

Il Corpo dei Marines adottò ufficialmente l’M1C nel 1951. Lo USMC 1952 Sniper’s Rifle (o, più in breve, MC52) era essenzialmente un M1C che montava un’ottica Stith Bear Cub prodotta dalla Kollmorgen Optical Company con la designazione militare Telescopic Sight Model 4XD-USMC. Anche l’MC52 arrivò tardi per essere usato nel conflitto, ma rimase in uso fino alla Guerra del Vietnam, quando venne rimpiazzato nuovamente dai più efficaci bolt-action. Anche la U.S. Navy impiegò il Garand, ricamerato però per il 7,62 mm NATO.

Fanteria Arresto

 

Il Garand come già ampiamente spiegato era un ottimo fucile che però aveva un handicap di utilizzo per il personale della fanteria Arresto in quanto le sue dimensioni durante gli spostamenti all’ interno dei bunker e delle postazioni costituivano un serio problema. La carabina M1 sarebbe stata l ‘arma ideale ma fu prematuramente pensionata. Comunque nel bene o nel male il Garand ha accompagnato intere generazioni di militari di leva nel servizio militare dal I dopoguerra fino al 1990. VOTO 9,5